EPOPEA DELLA CUCINA FUTURISTA

La cucina futurista, regolata come il motore di un idrovolante per alte velocità,
sembrerà ad alcuni tremebondi passatisti pazzesca e pericolosa:
essa invece vuol finalmente creare un'armonia tra il palato degli uomini e
la loro vita di oggi e di domani.
Filippo Tommaso Marinetti

«Mangia con arte per agire con arte»
, sosteneva Filippo Tommaso Marinetti, il primo a rivoluzionare secondo i principii della cucina futurista la gastronomia in Italia e nel mondo. Per scoprire la storia e i segreti della cucina degli artisti futuristi, leggete il volume di Guido Andrea Pautasso, Epopea della cucina futurista, pubblicato (in 300 copie numerate) dalle Edizioni Galleria Daniela Rallo di Cremona.

www.guidoandreapautasso.com
http://vampirofuturista.blogspot.it/

Traduzione in lingua russa di Irina Yaroslavtseva

Переводчик: Ярославцева Ирина



venerdì 16 ottobre 2015

RECENSIONE DI CARA RONZA A PIERO DIVORARE L'ARTE di GUIDO ANDREA PAUTASSO













DIVORARE L'ARTE NON FU AFFATTO UNO SCHERZO
 
Nel 1960, quando Piero Manzoni (1933-1963) iniziò a firmare le prima uova con la sua impronta digitale, «l’arte versava  in un evidente stato di crisi», spiega Guido Andrea Pautasso, «con il dipingere considerato obsoleto e con l’elemento pittorico associato a tutte le possibili contaminazioni estetiche e formali». Era venuto il momento di trovare un nuovo linguaggio, scriveva all’epoca Manzoni, che non avesse nulla a che fare col vecchio, che utilizzasse «solo materiali (pensieri e forme) della propria epoca» e che soprattutto riuscisse «a creare un più diretto rapporto tra opera e spettatore». Ecco come nacquero le Uova scultura, gli Achrome di panini e caolino, ed ecco perché la performance Consumazione dell’arte dinamica del pubblico divorare l’arte, il 21 luglio 1960 allla Galleria Azimut, non fu affatto una “trovata” né uno “scherzo”, come la definirono a botta calda critici autorevoli da Gillo Dorfles a Maurizio  Fagiolo dell’Arco. All’arte commestibile e alla formulazione della sua idea è dedicato questo saggio.

Cara Ronza

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